Io vagabondo che son io.
Forse non mi sarei mai aspettato che qualcuno avrebbe mai letto i miei pensieri né che a farlo sarebbe stato qualcuno con cui vorrei condividere ogni mio singolo pensiero, anche la cosa più idiota del mondo. Invece proprio quando meno ti aspetti una cosa questa arriva e arriva dal profondo del cuore senza che tu te ne accorga, poi te ne accorgi e vorresti che fosse tutto perfetto. Così non è e purtroppo non lo sarà mai. Vorrei che a rendermene conto fossi stato io, solo perché vorrei rendermi conto di tutto, invece anche qui mi sbagliavo. E' mille volte, che dico un milione di volte più bello che qualcuno ti aiuti a rendertene conto, se poi quel qualcuno è una persona che ami, beh il tutto assume un significato ancora più bello. I discorsi sono sicuramente pieni di un senso profondo ma privi di un senso logico e anche dal punto di vista della grammatica tutti i miei ex professori si rivolterebbero nella tomba, se fossero morti. Ma la musica sta scorrendo nel mio corpo, entrando dalle orecchie e arrivando fino al cuore impedendomi di articolare discorsi complessi e belli. Perché scrivo (qualcuno se lo potrebbe domandare, non si sa mai)? Perché ne ho voglia, ma soprattutto perché ne ho bisogno. E ho anche bisogno che qualcuno legga quello che sto scrivendo. Che ne apprezzi tutti gli aspetti anche i più brutti, solo perché mi va così. A volte mi viene da chiedermi perché sono costretto a sbagliare senza aver la possibilità di fare la scelta giusta, anzi senza avere la possibilità di scegliere. L'unica risposta è perché sono UMANO. Odio scegliere, odio sbagliare. Ma è così bello farlo. Ma lo odio. Soprattutto odio i rimproveri, le ramanzine. E' bello sapere quello che pensano le persone ma il terrore di essere rimproverato, di sbagliare mi blocca. Per me è come soffrire di vertigini, quando mi affaccio da un balcone alto il mio corpo è attraversato da scosse che partono da ogni singola cellula morta della mia pelle per arrivare alla ex cellula simmetrica ad essa, la testa gira, inizio a sudare e non posso far altro che fare un passo indietro. Anche quando devo fare una scelta importante è così. Non ci riesco ho troppa paura di deludere gli altri, forse mi interessa troppo quello che pansa la gente di me. Eppure il mio cervello dice che non me ne frega niente. Chi ha ragione? Se lo sapessi non sarei qui a domandarmelo. Eppure ho paura. Io sono sempre stato uno che affronta le paure. Tengo troppo agli altri da diventare egoista così penso solo a me stesso, a non sbagliare. Ma lo faccio per gli altri, anche per uno sconosciuto. E quando arriva qualcuno che a me ci tiene veramente lo tratto male, solo perché voglio proteggerlo dai miei errori, nasconderglieli. Tutto ciò è sbagliato. Odio questo aspetto di me. Eppure forse non è già tanto che me ne renda conto? Non lo so.
Commenti
Posta un commento